3 commenti su “11.3.11

  1. Ambrogio says:

    Tragedia immane,mi auguro che le Autorità sanitarie continuino a monitorare la situazione. Ancora oggi, a distanza di 28 anni, gli animali selvatici in alcune zone del nord Italia,Austria e Germania sono infetti dalle radiazioni di Chernobyl:vedasi articolo ” Il giornale tirolese riporta un dato: tra il 2007 e il 2012 sono stati esaminati in Baviera 2.077 cinghiali e di questi 732 avevano radioattività sopra i limiti, con un record di 9.836 Bq/kg. Il veterinario di Innsbruck Joachim Weikel della Ages (Agenzia austriaca per la salute e la sicurezza alimentare) spiega che in Baviera un cinghiale su due non può essere avviato al consumo a causa degli alti livelli di contaminazione e le carcasse devono essere eliminate.”L’articolo era del luglio 2013 “Corsera “. Non bisognerà allentare i controlli sugli alimenti,perchè i rischi sono davvero elevatissimi. Con l’augurio che tutto ciò non comporti ulteriori perdite di vite umane.

  2. Danilo says:

    ciao Laura! torno alle buone abitudini e commento il tuo blog 🙂 …quell’undici marzo, come ho avuto modo di dirti mi si sono imbiancati i capelli…ma se i media in preda al terrore atomico parlavano a vanvera, così hanno continuato a parlare…l’altro ieri per l’anniversario ad esempio al tg della sette, che seguo e che apprezzo per certi frangenti, vanno a dire nei titoli che sono passati tre anni dall’esplosione della centrale di Fukushima…e basta, come se il terremoto e lo tsunami non ci fossero stati, e poi nemmeno c’è stata un’esplosione vera e propria … ma le notizie vanno e vengono e tutti credono a tutto…

  3. Hachi says:

    Ricordo esattamente dov’ero quel giorno quando seppi la notizia: in auto, stavo andando al lavoro, la radio accesa. Finita la musica gli speaker di radio Deejay (il trio medusa)dissero del terremoto. Dovevano essere arrivate le prime immagini dell’onda che stava travolgendo tutto, perché la loro voce si incrinò. Ricordo che continuavano a ripetere:” non è uno scherzo”
    Passai la mattinata come in trance, seguendo l’accavallarsi delle notizie. Solo quando arrivai a casa a pranzo e vidi il tg mi resi conto però della reale gravità della situazione. Avevo le lacrime agli occhi. Quell’anno sarei dovuta partire ad agosto per il mio primo viaggio in Giappone. Il viaggio fu annullato a maggio perché ero rimasta solo io e un’altra persona a non aver disdetto. Anche se non era colpa mia, mi sentii lo stesso una vigliacca, mi sembrò di aver voltato le spalle a qualcuno che mi chiedeva aiuto. Riuscii a partire l’anno dopo e tornerò quest’anno fra pochissimi giorni.
    Ma ancora non riesco a vedere foto e video o a leggere articoli che ne parlano senza farmi venire i lucciconi.
    Bellissimo articolo. Grazie.

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