Creare il mondo dal nulla

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 DSC09176 La cena a casa nostra arriva presto.
  La Gigia che si stende lunga oltre l’ingresso e mi guarda cucinare, io che lavo il riso, immergo le dita in quell’acqua densa e nutriente, verdure da sbucciare, tagliare, sminuzzare, frullare, bollire. E cucinando guardare dorama registrati e rimuginare sul giorno appena andato, sul compito in classe da preparare, sulle slides in power point da sistemare per la conferenza di martedì, su quello studente che odia il padre e che chiede consiglio perchè a volte lo vorrebbe ammazzare, su Satomi che vuole andare in Italia, lo vuole veramente, e questa settimana deve consegnare i documenti per la selezione; sulle ultime analisi del sangue della Gigia, sui suoi dati ballerini che la chemioterapia incasina sempre; sull’amore di Ryosuke che dopo una sera di buio ha ripreso a cantare forte sotto la doccia.
  Ciotole e piatti. La cena è servita.
Ogni cosa è banale in questa vita, destinata a ripetersi e finire.

  Nei miracolosi stati di vacanza, in quei fine settimana in cui ti senti onnipotente, in quelle sere di stanchezza che ti prendono talvolta e ti stringono la gola, quegli incidenti che ti fanno venire una gran voglia di fuggire, anche solo quei pomeriggi del weekend in cui l’anelito a qualcosa di più ti assale, in quei giorni lì sogni d’indossare un velo, di camminare nel deserto, di passeggiare per mercati lontani, per la campagna vietnamita, immagini anche di trasferirti a Londra, di sventolare bandierine sul Tamigi, di studiare lo spagnolo e finire a Gibilterra: tutte esperienze che se non decidi fortemente di fare, se non le programmi con coraggio, prima di morire di sicuro non farai. 

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“Prima di morire”, un’espressione che fa paura e insieme fa venire una gran voglia di darsi una mossa, perchè pensare che in certi luoghi non ci andrai di sicuro mai, ti avvicina la morte, anzi te la butta nel piatto ora, proprio ora mentre lo dici.
“Prima di morire”.

 Scende la notte in questo giorno pieno di pensieri e prima di dormire, come sempre, prendo il kindle. Mi imbatto in una frase di Nietzsche e mi sembra d’un tratto che le risposte ogni giorno te le dia.

 “Se si osserva come taluni sanno servirsi delle loro esperienze vissute – delle loro insignificanti, quotidiane esperienze vissute – tanto che queste diventano un campo che fruttifica tre volte l’anno; mentre altri – e quanti! – pur travolti dai marosi delle vicende più eccitanti, delle più molteplici correnti di tempo e di popolo, rimangono sempre leggeri, sempre a galla, come sughero: alla fine si è tentati di suddividere l’umanità in una minoranza […] di persone capaci di trarre molto dal poco, e in una maggioranza di coloro che col molto sanno fare poco; anzi ci si imbatte in quegli stregoni alla rovescia i quali, invece di creare il mondo dal nulla, del mondo fanno un nulla”

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  È una cosa che rassicura, che allora non c’è bisogno di organizzare, come matrioske all’occorrenza, altre vite nella propria, che il Sahara sarà sempre lontano ma che, al di là di noi, sempre e comunque ci sarà e per qualcuno sarà il banale quotidiano; che non serve uscire tardi la sera, buttarsi nella notte più bastarda di Shinjuku e Shibuya per conoscere il lato buio della vita.

  In porzioni da formica quest’ultima è sempre distribuita, come nelle favole di bimbi in cui una briciola di pane o un tappo di bottiglia possono essere i protagonisti. Basta forse allora aprire gli occhi, rallentare l’ingordigia che tutto possiede e ghermisce, osservare. Creare bolle di spazio nei propri pomeriggi, con le mani nell’acquaio preparando anche una cena, momenti del giorno in cui pensare a ciò che ha preceduto e succederà.

  Basta davvero, solo pensare alla propria vita, strizzarla come un panno e raccogliere l’acqua.
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  Per vivere appieno ci si sente a volte obbligati a fare più di quanto non si vorrebbe. Vien su la frustrazione di non aver visto abbastanza, di non aver viaggiato a sufficienza, di non aver fatto esperienze degne d’una maiuscola a inizio nome.

 Ma è necessario fare tutto per stringere qualcosa tra le mani?

No, questo giorno banale che comuque ho amato fortemente, me lo dice.
Non è affatto necessario.
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59 commenti su “Creare il mondo dal nulla

  1. le tue parole arrivano sempre dritte al cuore, adoro leggerti nelle mie pause studio, non vedo l’ora di poter leggere il tuo libro, un abbraccio

    1. Bello pensarti immersa nello studio e, di tanto in tanto qui, a leggere. Un bacino!

  2. Mimma Zizzo says:

    davvero. sei incredibile. che meraviglia. stai scrivendo un libro? lo prenderò di sicuro.

    1. Cara Mimma, voi si’ che conducete una vita fuori dai soliti schemi!!! Il mio primo romanzo uscira’ in Italia a febbraio 2014~ ☆

  3. LiV says:

    Sai davvero dar voce a quelle emozioni che spesso mi attraversano e che talvolta non riesco a cogliere compiutamente in tutte le loro sfumature e con le loro implicazioni più profonde… ci riesci tu, meravigliosamente. Grazie.

    1. Tu hai un animo meditativo. Piu’ che merito mio, credo sia merito della tua mente aperta e fluttuante se cogli messaggi tanto profondi :*

  4. Roberta says:

    Bellissimo post!!! …che mi risolleva un po’ il morale….
    Meno male che non è necessario fare tutto…..
    Sono in un periodo che pensando alla mia vita dico…ma cosa ho fatto?? …devo recuperare immediatamente…
    Ma nel mio piccolo…l’ho voluta io una vita così…
    Grazie cmq.
    Ciao ^_^

    1. Commento perfetto. “Nel mio piccolo l’ho voluta io una vita cosi'”. Mi e’ piaciuta molto questa frase. Non ti crucciare. Son vite piene di sentimento comunque.

  5. piuzza says:

    Grazie..questo post è stata la mia risposta a questi giorni =)
    felice quotidianità!!

    1. Felice d’esser stata una risposta. La domanda tornera’, come torna anche a me, ma se si ha un modo, per quanto semplice, di respingerla, forse la si teme un po’ di meno. 🙂

  6. Cinzia says:

    Ti leggo sempre e ti adoro. La tua vita mi sembra una favola e sono sorpresa nel sapere che anche tu a volte sogni di essere da qualche altra parte…Io per esempio so per certo che non potrò mai iniziare una vita in un altro stato, con due figli adolescenti mi sembra impossibile strapparli della loro vita , anche se qui i problemi lavorativi sono tanti e rendono difficile arrivare a fine mese. Però a quanto ho capito tu ci vuoi dire che non é necessario fare cose speciali o eclatanti per sentirsi vivi basta godersi meglio i momenti , le cose di ogni giorno….accontentarsi insomma …Sei speciale…un abbraccio cara

    1. Cinzia, ho letto il tuo commento appena lo hai postato e ammetto d’essermi molto inorgoglita. Sei tanto gentile e affettuosa e l’idea di riuscire a comunicare tanto mi rende fiduciosa nei confronti della scrittura stessa.
      Un abbraccio ricambiatissimo, Laura

  7. Murasaki says:

    La meraviglia della quotidianità…

    1. Il tuo blog, del resto, ne e’ la prova vivente~♥

  8. Nana Seven says:

    Ti rispondo come ogni volta, ascoltando nelle cuffie che entrano nelle mie orecchie, le canzoni che metti a fine post, quelle che accompagnano le tue parole, per dargli una melodia.
    Anche se la melodia la riesci a dare anche senza l’aiuto della traccia audio.
    Le tue parole, sono loro che ho sempre letto da quasi due anni a questa parte. Ci sono capitata per caso e non me ne sono più andata.
    Ci sono sentimenti talmente tanto veri e forti dentro a quello che scrivi che è impensabile lasciarle leggere solo agli altri, anch’io le voglio per me, ora che le ho scoperte. Non mi era mai successo di stare così con le parole di qualcuno, di cui non conosci nulla, voce, volto, gesti, vita.All’inizio.
    Poi cerco di capire un pezzetto di più ogni giorno di quello che sei, e le parole si assemblano, si incollano alla tua persona e allora come le parole, ora che ti ho scoperta agisco con lo stesso egoismo.
    Un incontro, un dono. La mia vita banale si è arricchita di una persona vera.
    Le tue parole ti condurranno in esperienze incredibili, grazie a loro, ovvero grazie al tuo talento, arriverai a riempirti le tasche, a riempirti di sorrisi.

    1. Tu gia’ lo sai. Che ci sei dentro tanto te in questo post. :*

  9. Che bella sensazione si avverte quando ci si rende conto che è davvero come dici tu, quando a fine giornata il pensiero va a tutto ciò che si è fatto, che si è vissuto, e a cosa ci sarà l’ indomani. Per quanto simili le giornate, non saranno mai uguali, ed ogni giorno che viviamo, contribuisce ad arricchire noi stessi. Tutto sta nell’ apprezzare le piccole cose, nell’ essere un pò curiosi ed interessati a ciò che ci circonda. Questo post lo condividerò con un’ amica, la quale, secondo me trarrà non poco beneficio!!
    Grazie Laura… 🙂

    1. Esatto. Se non ci si arricchisce quotidianamente ma si aspettano sempre eventi eclatanti per farlo, temo si finisca per morire molto poveri. Grazie a te Giulia :*

  10. Diana G says:

    che belle parole,come sempre 🙂 credo che ogni giorno dovremmo svegliarci con l obiettivo di prendere ogni giorno come un dono, ogni giorno e ogni cosa,momento,sorriso,persona.. questo forse ci renderà più felici,e la felicità è l unico vero regalo importante che dovremmo farci.. però quanto è difficile!!! la vita,i problemi,i sogni impossibili,ecc.. 🙂 al posto di chiudere il commento con un ciao,baci ecc.. ti lascio un sorriso 🙂

    1. Ogni cosa come un dono. E’ ormai un mio mantra da anni. Ed ha mutato il mio modo di vedere la vita. Sono molto meno arrabbiata di un tempo. Sento piu’ la voglia di dire grazie che di mettermi a criticare.

      Un sorriso anche a te Diana :*

  11. verdeacqua says:

    che meraviglia questo post, grazie.

    1. Grazie a te del commento.
      P.S. La tua pagina e’ bellissima, piena di vita e di colore!

  12. Ti stringo la mano amica, d’accordo con te in questa notte piovosa canadese. Si vuole fare tutto, viaggiare, vedere, ma poi ci si rende conto che le cose che riempiono il cuore sono gli abbracci di chi ami e il sorridere insieme a loro. Te ne rendi conto quando sono lontani.

    Abbracciate tutti, e fate fotografie per fermare i ricordi.

    1. Se ti fermerai la’ probabilmente, dopo la prima emozione iniziale, finirai per stravolgere l’idea di casa. Cosi’ mi direi se mi incontrassi dieci anni fa. Ed ora che sono qua mi accorgo che il quotidiano e’ quello che un giorno pensavo come “eccezionalita'”.

      Il Canada sara’ cosi’ per te?

  13. Come sempre arrivi al centro delle cose…
    Grazie!

    1. Sono molto incostante nei commenti ma il tuo blog mi mette sempre un sorriso anche se parla di precarieta’, di situazioni lavorative che non sono facili. Pero’ tu hai una bellissima ironia. 🙂

  14. Danilo Benci says:

    quell’ansia che mi sveglia al mattino e non so che è,
    quel desiderio di scoprire e vedere
    quella luce infondo al buio della quotidianità che serve per arrivare al passo successivo, quella vacanza, quella cena, quell’evento…quella giornata normale, tranquilla dove il momento clou è un bicchiere di vino a cena o starsene abbracciati a guardare un telefilm…
    poi ad un certo punto mi sono accorto che tutto insieme è la vita ed ho cominciato a star meglio … e prima di morire voglia andare a Machu Picchu; un abbraccio e anche se da voi è già lunedì mentre scrivo, Buona Domenica!

  15. Danilo Benci says:

    quell’ansia che mi sveglia al mattino e non so che è,
    quel desiderio di scoprire e vedere
    quella luce infondo al buio della quotidianità che serve per arrivare al passo successivo, quella vacanza, quella cena, quell’evento…quella giornata normale, tranquilla dove il momento clou è un bicchiere di vino a cena o starsene abbracciati a guardare un telefilm…
    poi ad un certo punto mi sono accorto che tutto insieme è la vita ed ho cominciato a star meglio … e prima di morire voglia andare a Machu Picchu; un abbraccio e anche se da voi è già lunedì mentre scrivo, Buona Domenica!

    1. Idem. E’ un pecorso che si deve fare prima o poi o, nella speranza di far altro, ci si accorge d’aver sprecato la propria vita a rincorrerne un’altra che non solo non si ha, ma che neppure e’ detto che ci vrebbe reso piu’ felici.

  16. eli says:

    ma tanto poi…si parte a mille e si fanno un sacco di esperienze si viaggia e si vede..e nel bel mezzo del percorso ti ritrovi a voler solo tornare a casa..la frenesia della scoperta si alterna alla nostalgia del luogo che sentiamo casa..andareo restare, partire o aspettare, avventura o tranquillità…lo sconosciuto o il conosciuto? viviamo le nostre vite sballottati da questi due bisogni dell’ anima..come si fa? si fa che si lasciano correre fanno parte di noi e, se e quando si può, si assecondano. Cara Laura non ti conosco ma ogni volta che ti leggo trovo risposte anche ai miei problemi..grazie! una bacio alla Gigia! che possa guarire presto!

    1. C’era una frase di Queneau presa da “Zazie nel metró” che secondo me riassume il mio post e il tuo commento:

      “L’essere o il nulla, ecco il problema. Salire, scendere, andare, venire; tanto fa l’uomo che alla fine sparisce.”

      Grazie mille del pensiero Eli :*******

  17. Ciao Laura,
    ti scrivo qui perchè non sapevo in che altro modo contattarti.
    Ho qualche problema su fb perchè non riesco più a visualizzare la tua pagina come se fossi stata bloccata e sto impazzendo, ho anche mandato una mail agli amministratori che non mi hanno risposto. Sarà un bug del social ma mi dispiace moltissimo perchè oltre a leggerti qui nel tuo blog mi piace avere sempre i tuoi post che compaiono sulla pagina iniziale di fb. Non so se tu potrai risolvere ma ti chiedo lo stesso di aitarmi se puoi. Il mio nome su fb è Fabio Barbara.
    Spero si risolva, altrimenti creerò un nuovo account fb 😛
    Cmq complimentissimi, sempre a donare il meglio di te stessa con i post che ci regali! Semplicemente inimitabile *___*
    Anch’io in attesa del tuo libro ^__^
    Un saluto e un abbraccio anche se non ci conosciamo!

    Barbara

    1. Carissima Barbara, perdona il ritardo nella risposta. Nulla invero e’ cambiato nella pagina fb. Le impostazioni restano le stesse e non sei certo stata bannata!

      E’ gia’ capitato in passato ad un’altra ragazza e anche allora il mistero era fitto. Non so proprio come aiutarti, mannaggia.

      Ti abbraccio e grazie del tuo affetto. Mi rende felice, L.

    2. Cinzia Rocca says:

      Ciao Laura,
      sono una grande ammiratrice della cultura giapponese e aver scoperto la tua pagina fb mi ha aperto un mondo 🙂 volevo intanto farti i complimenti per i tuoi post, che trovo tutti molto belli e interessanti per chi, come me, si sente affascinato da questa cultura.
      Avrei una domanda da farti, volevo contattarti in privato ma non ho trovato nessun modo 🙁 comunque sia, avevo intenzione di farmi un tatuaggio (ovviemente con un significato ben preciso), ho cercato su internet qualcosa che potesse aiutarmi, ma non ho trovato nulla di particolare e mi piacerebbe fare affidamento su qualcuno che come te vive da vicino la cultura giapponese e che ne conosce i significati. Mi piacerebbe quindi che mi potessi aiutare e volevo chiederti se potevo contattarti da qualche parte per spiegarti la mia idea e possibilmente ricevere un consiglio (che sarebbe perlopiu legato ai kanji o a qualche simbolo che per i giapponesi ha un significato vicino a ciò che vorrei che il tatuaggio rappresentasse). Ti ringrazio in anticipo anche solo per l’eventuale risposta, ti mando un saluto e ti rinnovo i miei complimenti per il blog e la pagina fb 🙂

    3. Cara Cinzia, scrivimi direttamente qua. Cerchero’ di aiutarti come e appena posso. Spiegami bene ogni cosa.

      A presto e grazie dei tuoi complimenti :*, L.

    4. Cinzia Rocca says:

      Grazie mille per la disponibilità davvero! 🙂 non importa quando risponderai non c’è fretta anzi ti rinnovo il ringraziamento, e per i complimenti figurati è la pura verità! 🙂

      allora ciò che vorrei chiederti è questo.. volevo sapere se per caso nella cultura gipponese, che tu sappia, c’è un simbolo (che può essere un animale,un fiore, un oggetto, un parola o una frase particolare) per indicare una persona fragile che nonostante le delusioni cerca di andare avanti e non mollare. Io ho trovato che la Carpa Koi (correggimi se sbaglio) è un simbolo appunto di coraggio e perseveranza e che significa anche “la forza andare avanti” e ” non mollare” ma come tatuaggio per me lo trovo troppo poco femminile 🙁 quindi nel caso in cui non ci fossero altri simboli, punterei più su una frase o un kanji… che tu sappia c’è uno o più kanji che possono rappresentare il non mollare, l’andare avanti, cercare la forza dentro di se per superare gli ostacoli?
      e poi una mia pura curiosità, il ventaglio cosa rappresenta nella cultura giapponese?

      diciamo che il significato che vorrei è questo.. qualcosa che mi rappresenti insomma… non so se può venirti in mente qualcosa.. che sia appunto un simbolo,un oggetto o ancora un kanji o una frase, o entrambe le cose.. spero che ovviamente la mia richiesta non rappresenti un disturbo.. grazie mille davvero 🙂 un bacio!! :*

    5. Cara Cinzia,

      stiamo cercando…. dacci ancora un pochino di tempo.
      Scusa!

    6. Cinzia Rocca says:

      Cara Laura,
      non devi metterti problemi, scherzi? non c’è fretta davvero non chiedermi scusa anzi ti ringrazio ancora tantissimo e mi scuso io per il disturbo! Hai tutto il tempo che vuoi ovviamente! 🙂 un bacio!

  18. Questo è davvero un bellissimo post! Mi piacciono sempre, ma questo è speciale.

    1. Lo sento molto vicino anch’io. Pensieri che frullano spesso in testa, poi prendono vita all’improvviso. La tua pagina, come sempre, e’ piena di humour e di piacevolezza. Rilassa 🙂

  19. Tutto ciò perché la mente dell’uomo non è mai nel presente, è sempre o ancora al passato, o proiettata nel futuro! Apprezzare e godere della quotidianità è una delle cose più difficili. Le cose belle sono ciò che accadono, non sempre ciò che andiamo a cercare!
    Bellissimo post, come sempre! =)

    1. La mente dell’uomo fa bruti scherzi, a se stesso innanzi tutto. Oggi a lezione si parlava del futuro anteriore, un passato nel futuro che confonde ulteriormente le cose.

      Bacio!!! :***

  20. Minna says:

    Ricorda il “mono no aware” dei miei lontani studi di cultura giapponese

    1. E’ un bel ricordare~♥

  21. Buonasera Laura, ho trovato la sua pagina fb e d il suo blog cercando su internet info riguardanti il Giappone.
    Ho appena finito di leggere ” La Porta ” di Natsume Soseki e la mia curiosita’ sul Paese dove lei vive si e’ accresciuta.
    Ho cercato un indirizzo email a cui scriverle ma non ho trovato nulla quindi ho provato qui. Mi scuso per questo di utilizzare uno spazio non consono.
    Mi e’ piaciuto molto il suo stile di scrittura. Riesce a creare con le sue parole atmosfere ricercate e bellissime.
    Ho letto che scrive ma non ho trovato nessun titolo.
    Potrei sapere dove poterla leggere ancora? Sarebbe un immenso piacere.
    Io vivo tra l’Italia e l’India, un Paese anche quello bellissimo e complicato da capire e da vivere e sono da sempre interessata alle culture altre.
    Le scrivo anche la mia email se vorra’ rispondermi :
    silviajethmalani@gmail.com
    Grazie ancora e complimenti a lei.
    Silvia.

    1. Buonasera a te Silvia. Perdona il ritardo nella risposta. Purtroppo sono molto lenta a scrivere.

      Lo spazio e’ sempre consono qui. Questo blog e’ un progetto di condivisione, a mio parere, dove potete lasciare i vostri commenti e le vostre domande liberamente. 🙂

      Il mio primo romanzo uscira’ a febbraio 2014 e, se sara’ interessata alla trama e allo stile di scrittura, lo potra’ reperire in libreria o online.

      La sua vita e’ avventurosa, estremamente ricca di stimoli, mi pare di capire. Vivere in bilico tra due mondi ha questo vantaggio. Ogni volta che penso all’India mi viene in mente la bravissima scrittrice Clara Nubile (che si occupa anche professionalmente di traduzione di autori indiani) e che ho avuto il piacere di conoscere “in rete” grazie al blog che porta il suo nome. Anche lei vive tra Italia e India. 🙂

      Mi scriva quando vuole e grazie mille del suo commento tanto gentile.

      Un caro saluto,

      Laura

    2. Grazie mille a Lei / te (vedo che qui vi date tutti del tu, io all’inizio sembro sempre un po’ formale, ma in realta’ il mio e’ solo grande rispetto per chi conosco ancora poco!).

      Sono io a scusarmi questa volta per il ritardo della mia risposta!

      Continuero’ a seguirti e andro’ a cercarmi il tuo libro appena esce.

      Grazie anche per avermi suggerito il nome di Clara Nubile che non conoscevo.

      Rinnovandoti I miei complimenti per la sensibilita’ e per la magia della tua scrittura ti saluto caramente.

      A presto, Un abbraccio, Silvia.

  22. Tenevo a farti sapere che stamattina con mia grande sorpresa mi sono accorta che la pagina fb è riapparsa, rivedo finalmente i tuoi post *o*/
    Non so cosa sia successo ma grazie mille lo stesso.

    Ti auguro una buona serata.
    A presto ^_____^

    Barbara

    1. Questa si’ che e’ una bella notizia! Grazie mille di avermi informata!!!

  23. Ambrogio says:

    Che fortuna aver scoperto il Suo Blog,che induce e stimola la riflessione su aspetti basilari della vita.Penso sia importante per ognuno di noi raggiungere – e mantenere – la nostra armonia. La famiglia aiuta molto,anche il più piccolo gesto apparentemente ripetitivo da lo spunto per favorire la coesione,il dialogo,l’unità,il confronto,la discussione. Sono i momenti nei quali i nostri cari riescono ad “accarezzare la nostra anima ” (idioma russo che non saprei tradurre altrimenti in italiano,mi scusi).

    1. Caro Ambrogio,
      sono felice di avere un nuovo lettore come lei, sensibile, allo stesso modo, alla riflessione e stimolante a sua volta. L’espressione russa e’ meravigliosa, grazie di averla condivisa con noi! Un caro saluto, Laura

  24. Edoardo Quiriconi says:

    Poesia in prosa. Ecco che cos’è, questo articolo. “Prima di morire”… Quante volte si dice questa frase, senza davvero soffermarsi un attimo a pensare a quel che davvero significa.
    Finché il destino beffardo la morte non te la sbatte in faccia, o comunque te la fa intravedere, intuire, temere, quando minaccia di portarti via una persona che ami… E’ il modo più brutto, peggiore, per vedere “la morte in faccia”, come tanto spesso si sente dire.
    Un articolo stupendo. Come sempre. A presto, cara Laura!! 🙂

  25. Michele Vergolani says:

    Senza ovviamente nulla togliere agli altri, questo è il tuo articolo migliore Laura! Denso come il sangue, profondo come l’anima..cose che assieme fanno vita.

  26. Que Fabb Jinn says:

    uno dei post più intensi che hai scritto, Laura Imai Messina. Arigatougozaimashita

  27. Rosanna says:

    Ogni volta che leggo questo blog mi sento sempre più attratta/incuriosita dal mondo lontano del Giappone dove forse non andrò mai ma che si avvicina ogni volta un pochino, e poi chissà, grazie per queste pagine così belle, scritte con amore.

  28. Manuela says:

    E, come spesso accade, riproponi sulla bacheca di facebook un tuo vecchio post che sembra scritto per me, oggi, che dovrei essere felice per il compleanno del mio bimbo e invece mi ritrovo svuotata dalla mancanza, sempre più forte anche se ormai costante, di mio papà. Assaporare ogni attimo, ogni banalità…avrei dovuto saperlo.

    1. Laura Imai Messina says:

      Manuela, mi dispiace tu sia triste. Posso pero’ dirti che provare per il proprio padre un sentimento di amore cosi’ intenso non e’ cosa ovvia. Conosco piu’ persone che hanno rapporti orrendi con i propri genitori che persone che hanno ricordi tanto belli da poter provare nostalgia. So che non compensa, ma aver amato ed esser stati amati e’ una cosa preziosissima e affatto comune.
      Un abbraccio, L.

  29. Carlo says:

    Confermo quanto leggo. Per tanti anni ho viaggiato, visto luoghi, fatto miriadi di esperienze, ma sempre con una “vuotezza” di fondo che mi accompagnava. Ero nei luoghi piu’ belli del mondo e non riuscivo ad apprezzarli; adesso che sono in un posto modesto, semplice, e vivo una vita di routine, paradossalmente mi si stanno aprendo finestre e scorci che riempiono le mie giornate. Il tempo non basta mai, le giornate corte che finiscono subito, e i desideri di altro affievoliti ed eclissati dalla consapevolezza che attorno c’e’ tutto il necessario per dare senso al tempo che passa.

  30. Manu says:

    Mi imbatto in questo post vecchio, che mi ero purtroppo persa, e vi trovo tutte le risposte che cercavo in questa mattina uggiosa di settembre. Grazie Laura, come sempre, per questi spunti di riflessione che mi aqquietano la mente.

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