Chiedere scusa o della forma (上)

Una nevicata con i fiocchi, a milioni, e un vento che li rende insidiosi. Ieri il Sol Levante è stato coperto per una buona parte dalla neve. Le strade adesso sono in molti tratti ghiacciate e sonori capitomboli testimoniano la natura posteriore della neve.
I bambini godono di tutto. Stamattina, andando verso il parco con la Gigia al guinzaglio, una bibetta urlante protestava tra le lacrime il suo diritto a giocare ancora un po’ mentre la madre, con un’altra piccina imbracata sulle spalle, ripeteva ad intervalli e con estrema calma lo stesso trenino di parole: “È tardi. Andiamo”.

Le madri giapponesi non gridano contro i bambini, non li picchiano. Sono tendenzialmente tranquille davanti ai capricci e sanno aspettare. Ripetono inesorabili il comando e attendono che venga rispettato. È pur vero che forse solo un paio di volte da quando abito a Tokyo mi è capitato di imbattermi in un litigio per la strada (e dico un paio giusto per sicurezza dato che ricordo d’aver assistito solo ad uno, tra l’altro assai curioso). Qui si tende ad evitare.

Le parole sono come ferite sulla pelle, scriveva Pasolini. Ma le parole possono essere anche carezze.
I giapponesi chiedono scusa con frequenza, nella stessa misura in cui sanno ringraziare. Domandare perdono, però, ha un significato più complesso di quel che uno straniero potrebbe pensare.
Ci si scusa per ogni disservizio, ci si scusa con prontezza. Quando un treno fa tardi di un solo minuto e l’altoparlante amplifica la voce del capotreno che con quel suo timbro nasale – enunciato così perchè, dicono, renda più comprensibili le parole attraverso il gracchiare del macchinario – recita la formula di scuse e spiega le cause. C’è bisogno di scusarsi così tanto? mi chiedevo all’inizio perplessa, divertita.

Gli stranieri spesso fraintendono, pensano che a ricevere le scuse l’altro stia dichiarando la propria colpevolezza, la propria debolezza e stia invece ribadendo la ragione, la “vittoria” altrui. Eppure il “sumimasen” すみません, il “gomennasai” ごめんなさい, il “moushiwakearimasen” 申し訳ありません di un giapponese comunicano altro e nascondono una forte tempra.

Invero ci si scusa innanzitutto per smorzare i toni. E se qualcuno, con fare aggressivo, inizierà a colpire d’accuse un commesso, un addetto delle ferrovie, un impiegato egli, per prima cosa, chiederà scusa al fine di far sbollire l’altro e riportare il tono della conversazione alla calma. Da lì si partirà alla ricerca del problema e di una sua possibile soluzione.

Così, tutto privato delle spine, il dialogo si farà costruttivo, commestibile il frutto. Il litigio, che i giapponesi rifuggono in modo evidente, non ha come per gli occidentali un valore di catarsi. Il termine “sfogarsi” in questa lingua non trova una sua immediata collocazione, nè lo si può comparare ad alcun altro con la medesima frequenza d’utilizzo. Una di quelle parole che si perdono nel salto tra una lingua e un’altra.

Inoltre, mi spiegava Ryosuke che a volte per smorzare la tensione qualcuno – apparentemente estraneo al confronto – sottolinea le proprie co-responsabilità. Una squadra che perde, due giocatori che si scontrano e il manager che interrompe la diatriba dichiarando il suo “non aver fatto abbastanza”. L’ho visto fare spesso e l’ho trovato efficace.

Quando invece ci si scusa non per smorzare i toni ma per chiedere il perdono dell’altro lo si deve fare in modo netto. Senza i se e senza i ma che mortificano il gesto, sottraendovi il significato e l’intenzione.

La parola verità è agli angoli della bocca dell’occidentale. La parola forma su quelli del giapponese. 
E basta muoversi nel mondo perchè l’occidentale ricerchi la verità nelle azioni dell’interlocutore, autenticità in ciò che lo circonda e, invece, il giapponese vi noti la forma, la bellezza del relazionarsi, la giustezza che il codice di comportamento suggerisce.

(fine prima parte) 上

SAYCET “Daddy Walks Under The Snow”

 


37 commenti su “Chiedere scusa o della forma (上)

  1. barbara astengo ha detto:

    Quanto abbiamo da imparare noi italiani dai giapponesi !!!

  2. Nyu Sumeragi ha detto:

    “Grazie” e “Scusa” sono le prima parole giapponesi che ho imparato guardando anime e drama perchè sono ripetute tante volte.
    In un contesto (sempre giapponese) ho visto dei genitori chiedere scusa al figlio malato per non averlo partorito sano e la cosa era davvero toccante!

  3. Susanna Leonardi ha detto:

    Ciao =)
    Ti seguo da un pò su facebook e vorrei farti una domanda ( se non è indiscreta ) =)
    Che lavoro fai in Giappone? Mi piace un sacco come paese, e non mi dispiacerebbe visitarlo almeno una volta, anche se ho sentito che è terribilmente costoso! Grazie =)

  4. Danilo Benci ha detto:

    Si impara anche noi a dominarsi non è vero Laura? chissà tu che in Giappone ci vivi … ti ho mai detto che io e Yumichan chiamiamo il nostro mondo Giappino? E sempre più naturalmente riesco a smorzare i toni e a chieder scusa mettendo da parte inutile conflitto, tanto ho capito che nella nostra coppia alla fine a ragione lei…sempre, e che quindi è molto più saggio saltare tutta la fase in cui io cerco di averla^^… e del resto ormai lo faccio anche fuori in mondo dove prima era naturale urlare per non essere schiacciati ho imparato che un mi scusi ha ragione, mi sono “sbagliato” disarma anche il più rissoso degli stressati che affollano le nostre strade o i nostri marciapiedi …
    quanti episodi potrei raccontarti che hanno fatto sì che una giapponesina impari a puntare i piedi ed ad alzar la voce e farla diventar più roca per farsi valere e quanti strattoni mi ha dato per farmi star zitto…^^
    come ho scritto già sulla tua pagina tempo fa spesso ormai con la scusa di esser diretti spesso si è semplicemente maleducati ;-)…

  5. Silvia Pareschi ha detto:

    Ma tu lo stai scrivendo un libro sul Giappone, vero? O quanto meno ce l’hai in programma?

  6. Hachi ha detto:

    Trovo tutto molto giusto! L’ho sperimentato anch’io nel mio piccolo sul lavoro ed essere aggressivi nn porta mai a niente anche se a volte non si riesce ad evitare lo scontro. Arigato e sumimasen sono le poche parole di giapponese che conosco e quando sono stata là le ripetevo spessissimo perchè costava poco ma mi facevano sentire bene!
    Ho visto la nevicata in tv: mamma mia!!!!!

  7. Nana Seven ha detto:

    Crescendo ho imparato a chiedere scusa più del dovuto. Solleva l’animo sì. Sembra come se si desse una stretta di mano.
    Però non ne abuso.
    A volte, ho bisogno (credo perché sono occidentale) di dire la mia, di far “valere” la mia posizione. Sì, ti scuso ma se hai torto, hai torto. Spiegarlo, a volte, serve non per alimentare una lite, ma per confrontarsi.
    Chiaro che dipende da chi hai di fronte, lo percepisci se si ha una persona aperta al dialogo oppure una di quelle con cui pronunciando un “se – però – ma” diventa paonazza e allora meglio lasciar perdere.

    Credo che sia giusto insegnare, come quella mamma di cui hai parlato, che fa capire ai propri bimbi fin dove loro possono arrivare, fino a dove e quanto possono fare le cose da figli.
    Non serve lo sgridare, non serve la sculacciata pubblica, non serve il “perché io sono grande e fai quello che ti dico” e nemmeno il tanto odiato “perché sì”.
    Serve decisione, disciplina positiva e come sempre tanto tanto amore ^^

    http://www.youtube.com/watch?v=K8vj6mx4mHw non so che dice ma ricambio ! ahahaha ^___^

    1. Dragon.87 ha detto:

      Pienamente d’accordo:)

  8. Nana Seven ha detto:

    Crescendo ho imparato a chiedere scusa più del dovuto. Solleva l’animo sì. Sembra come se si desse una stretta di mano.
    Però non ne abuso.
    A volte, ho bisogno (credo perché sono occidentale) di dire la mia, di far “valere” la mia posizione. Sì, ti scuso ma se hai torto, hai torto. Spiegarlo, a volte, serve non per alimentare una lite, ma per confrontarsi.
    Chiaro che dipende da chi hai di fronte, lo percepisci se si ha una persona aperta al dialogo oppure una di quelle con cui pronunciando un “se – però – ma” diventa paonazza e allora meglio lasciar perdere.

    Credo che sia giusto insegnare, come quella mamma di cui hai parlato, che fa capire ai propri bimbi fin dove loro possono arrivare, fino a dove e quanto possono fare le cose da figli.
    Non serve lo sgridare, non serve la sculacciata pubblica, non serve il “perché io sono grande e fai quello che ti dico” e nemmeno il tanto odiato “perché sì”.
    Serve decisione, disciplina positiva e come sempre tanto tanto amore ^^

    http://www.youtube.com/watch?v=K8vj6mx4mHw non so che dice ma ricambio ! ahahaha ^___^

  9. Manu Hikaru ha detto:

    “Così, tutto privato delle spine, il dialogo si farà costruttivo, commestibile il frutto.” Vero. Quanto mi manca il Giappone…bimbi crescete, voglio tornarciiii!!! Grazie Laura, leggendo il tuo blog mi sento di nuovo anch’io un po’ laggiù.

  10. Davide ha detto:

    E’ proprio vero quello che dici Laura =D.
    Nella mia poca esperienza ad agosto mi è capitato solo due volte di ricever le scuse:
    -la prima a cena fuori quando si erano scordati la ciotola del riso =O la cameriera si è scusata subitissimo sia quando gliela avevo chiesta, che quando me la aveva portata ( e francamente la cosa mi aveva messo un po il sorriso );
    – la seconda invece quando avevo avuto problemi con la carta di credito ( per cause della mia banca mannaggia a loro =P ) si scusavano loro invece di scusarmi io per i problemi che gli causavo e mi facevano sentire un po in colpa.
    per il resto è verissimo anche la questione della calma, io nel breve periodo che ho soggiornato a Kyoto mi sono rilassato tantissimo, perchè nonostante tutto loro ( nella loro vita frenetica ) sono sempre tranquilli.
    Vedremo quest anno a Tokyo =P

  11. Sabina ha detto:

    Poesia di paesaggio e poesia culturale! Grazie per questa finestra aperta sull’Oriente!

  12. Shinobu ha detto:

    Grazie per queste speigazioni. Sento parlare spesso di queste differenze tra noi e i giapponesi, adesso comincio a capirci qualcosa … anche se credo che se fossi lì non riuscirei mai ad azzeccare la cosa giusta dai dire … 😉

    E’ la prima volta che commento ma seguo sempre il tuo blog e mi piace tantissimo. E’ bello vedere questo Paese raccontato da una persona che lo ama così tanto. E mi piace il modo in cui ce ne parli, raccontando aneddoti, spiegando usi e costumi, ma anche sottolineando le piccole cose che non tutti notano ma che sono tanto importanti per farci capire la realtà che ti circonda.

  13. Mami ha detto:

    Bellissimo post, come sempre. 🙂 E grandi verità!

  14. Clara ha detto:

    Che bello tornare a leggerti, dico solo questo. Qui è come togliersi le scarpe (anche se indosso solo sandali in qs periodo) e camminare scalzi fra aria azzurra, poesia, intima dolcezza, eleganza. Mi sei mancata! Un abbraccio da Mumbai.

  15. Dragon.87 ha detto:

    Fantastiche le foto, Tokyo sotto la neve e bellissima *_*

  16. Alessio ha detto:

    E’ da poco tempo che ho scoperto la tua pagina Facebook e da ancor meno il tuo blog. Ho letto tutti i tuoi post in meno di due giorni, ma è stato tempo speso benissimo 🙂
    Hai risvegliato in me la passione per questo splendido Paese che avevo messo da parte.
    Il tuo modo di raccontare la quotidianità della tua vita in terra nipponica mi ha conquistato, rendendo la lettura dei tuoi interventi estremamente piacevole 🙂

  17. White Blossom✿ ha detto:

    Laura, come stai?
    Ti seguo sempre, anche se non lascio commenti da un po’.
    Anche se non ci sono mai stata, mi manca vivere così!
    Mi manca l’incanto di questa neve, per poter vivere l’inverno,
    mi manca la gentilezza delle persone, per poter vivere i buoni rapporti,
    mi manca la parola “scusa” detta da chi, più di ogni altro, vorrei sentirla,
    mi mancano le “carezze delle parole”.
    Grazie e.. a proposito…. gomennasai!! (*__*)
    Un abbraccio
    Patri

  18. Giappone Mon Amour ha detto:

    Quanti meravigliosi commenti. Datemi ancora qualche giorno e vi rispondero’ come e’ giusto che sia. :*

  19. catepaoli ha detto:

    Ciao, scusate l’intromissione ma io dovrei fare un tatuaggio e volevo scrivermi “speranza” in giapponese, qualcuno mi saprebbe disegnare l’ideogramma corrispondente? Non mi fido delle ricerche su Google! Grazie in anticipo 🙂

    1. Giappone Mon Amour ha detto:

      @Catepaoli, a distanza di mesi mi scuso ma mi ero del tutto persa il tuo commento. Imperdonabile, lo so, ma ahime’ mi capita spesso. Scusami.

      希望 kibou

  20. Mine-kun ha detto:

    Ho iniziati da poco a leggere i tuoi post e già li trovo stupendi *____*
    Ah, inoltre, l’ultima foto è davvero stupenda *O*

    1. Giappone Mon Amour ha detto:

      Ma che gentile! Grazie!!!

  21. Giuseppe Bonfiglio ha detto:

    Salve a tutti ….. Piccola domanda come si scrive scusa in giapponese ??? Grazie in anticipo a tutti

  22. Serena Lazzara ha detto:

    ciao ragazzi ;-D volevo complimentarvi con tt voi x questi meravigliosi commenti, ma soprattutto x questo fantastico post <3
    questa è la seconda volta k lo leggo e me ne sono innamorata…
    mi ha toccata nel profondo.. da commuovermi….forse xk ank io sono un pò così…caratterialmente….ma credo k gli orientali sono persone davvero fantastiche…in particolare i giapponesi…forse x sentito dire o forse x le varie informazioni prese…ma da sempre fin da quando ero bambina STRAVEDEVO x loro!!! ho sempre voluto essere una di loro( abitare in quei magnifici posti k mi INCANTANO)avere una famiglia li …e in particolare i ragazzi 😀
    la cosa peggiore…k sento di appartenere a quella terra ank se nn lo mai vista e tantomeno conosciuto uno di loro…a volte mi credo pazza e mi kiedo come possa essere possibile tutto questo…xò leggendo e vedendo quante persone esistono k amano quella cultura mi rende felice e serena 😀
    grazie a tt voi x avere ancora una volta riacceso il mio barlume di speranza k un giorno potrò vedere l’Oriente e in particolare il GIAPPONE <3
    Serena ;-D

  23. Serena Lazzara ha detto:

    ciao ragazzi ;-D volevo complimentarvi con tt voi x questi meravigliosi commenti, ma soprattutto x questo fantastico post <3
    questa è la seconda volta k lo leggo e me ne sono innamorata…
    mi ha toccata nel profondo.. da commuovermi….forse xk ank io sono un pò così…caratterialmente….ma credo k gli orientali sono persone davvero fantastiche…in particolare i giapponesi…forse x sentito dire o forse x le varie informazioni prese…ma da sempre fin da quando ero bambina STRAVEDEVO x loro!!! ho sempre voluto essere una di loro( abitare in quei magnifici posti k mi INCANTANO)avere una famiglia li …e in particolare i ragazzi 😀
    la cosa peggiore…k sento di appartenere a quella terra ank se nn lo mai vista e tantomeno conosciuto uno di loro…a volte mi credo pazza e mi kiedo come possa essere possibile tutto questo…xò leggendo e vedendo quante persone esistono k amano quella cultura mi rende felice e serena 😀
    grazie a tt voi x avere ancora una volta riacceso il mio barlume di speranza k un giorno potrò vedere l’Oriente e in particolare il GIAPPONE <3
    Serena ;-D

  24. Serena Lazzara ha detto:

    ciao ragazzi 😀 volevo complimentarmi e ringraziarvi x le cose meravigliose qui scritte e in particolare a colei k ha creato questo blog.
    Questa è la seconda volta k leggo queste pubblicazioni e devo dire k mi sono commossa profondamente….forse xk sono ank io un pò così…caratterialmente….ammiro veramente tanto gli orientali in particolare i giapponesi…. x la loro cultura i posti meravigliosi k mi incantano solo a guardarli…ma purtroppo tutto questo solo x informazioni prese da internet…:-(
    In verità ho sempre amato l’Oriente fin da quando ero piccola dicevo sempre k : 😀 Pensate k sento dentro di me come se appartenessi a quella terra…Be a volte credo di essere pazza …:-P xò vedere tutte queste persone amare qella cultura….mi rende felice e serena….Vi ringrazio ancora una volta x aver creato in me qel barlume di speranza…k io possa realizzare un giorno…vedere l’Oriente in particolare il GIAPPONE la terra mia amata <3
    grazie e scusate della perdita di tempo datavi.
    Serena

  25. Serena Lazzara ha detto:

    ciao ragazzi 😀 volevo complimentarmi e ringraziarvi x le cose meravigliose qui scritte e in particolare a colei k ha creato questo blog.
    Questa è la seconda volta k leggo queste pubblicazioni e devo dire k mi sono commossa profondamente….forse xk sono ank io un pò così…caratterialmente….ammiro veramente tanto gli orientali in particolare i giapponesi…. x la loro cultura i posti meravigliosi k mi incantano solo a guardarli…ma purtroppo tutto questo solo x informazioni prese da internet…:-(
    In verità ho sempre amato l’Oriente fin da quando ero piccola dicevo sempre k : 😀 Pensate k sento dentro di me come se appartenessi a quella terra…Be a volte credo di essere pazza …:-P xò vedere tutte queste persone amare qella cultura….mi rende felice e serena….Vi ringrazio ancora una volta x aver creato in me qel barlume di speranza…k io possa realizzare un giorno…vedere l’Oriente in particolare il GIAPPONE la terra mia amata <3
    grazie e scusate della perdita di tempo datavi.
    Serena

  26. Michele Paolucci ha detto:

    Un aspetto che purtroppo molte persone non capiscono o perfino non vogliono sforzarsi di capirlo.
    Un qualcosa che è radicato nella loro cultura, poichè con il “gomennasai” cercano non solo di smorzare i toni, ma di rimanere tranquilli e di affrontare una situazione nel modo più pacifico possibile.

    Come ben sappiamo, su queste cose sono molto sensibili e a loro importa moltissimo. Per uno straniero sembra un qualcosa di eccessivo e superfluo, chiedere scusa così tante volte.
    Secondo me è anche un modo loro per essere umili e sempre più propensi al dialogo equilibrato e, come detto prima, pacifico.

  27. Que Fabb Jinn ha detto:

    Una raffinata spiegazione, come sempre Laura. Grazie

  28. Diana Giancola ha detto:

    “Ci si scusa per smorzare i toni”.. dovremmo prendere esempio.. un esempio da prendere per entrambe le parti, per qualsiasi cosa.. placarsi per poi chiarirsi! bel post!

  29. Laura Turco ha detto:

    Io trovo che in italia si sia persa proprio l’abitudine del scusarsi, solo Ma e Se o Però. Se per loro chiedere scusa ha una frequenza di 10 volte al giorno noi FORSE arriviamo a 10 volte al mese.

  30. Vale ha detto:

    (Ri)leggendo questo tuo post con cognizione di causa, non posso non provare un briciolo di amarezza nel constatare che i fraintendimenti culturali sono dietro l’angolo, non solo da parte di noi occidentali, ma allo stesso modo da parte delle persone giapponesi.

    Quando il mio ex ragazzo (per l’appunto giapponese) mi tacciò di essere persona poco cortese solo perchè non avevo chiesto scusa per averlo fatto aspettare 30 secondi per ricaricare la mia suica… rimasi sconvolta.
    Mai e poi mai in 28 anni di vita nessuno mi aveva fatto notare di essere una persona non a modo. Cresci e vivi nel tuo paese, dove tutti apprezzano la tua gentilezza, a volte anche eccessiva. Poi d’un tratto tutto si relativizza, si capovolge, e inizi a chiederti se esiste un’assolutezza nei modi d’essere.

    Un episodio questo, che nella sua piccolezza, per me è tuttora fonte di preoccupazione, proprio ora che sono in procinto di vivere in Giappone.

    Sarò un ospite, è vero, e in quanto tale ho il dovere di imparare ed adattarmi serenamente a tutte quelle regole non scritte che la società impone. Ma il giudizio affrettato, la conclusione giunta credendo che la propria cultura sia quella “esatta”, il non soffermarsi a ponderare i modi dell’altro…mi chiedo, non dovrebbero essere evitati da entrambi le parti?

    Ciò che mi è chiaro, è che rimetterò tutto in discussione. Lo farò nel modo più sereno possibile, evitando giudizi di ogni sorta.

    Valentina

    1. Laura Imai Messina ha detto:

      Cara Valentina,

      il tuo ragionamento non fa neppure una piegolina 🙂
      Ovviamente non conosco il ragazzo che fu tanto poco paziente con te né la modalità con cui ti si rivolse, e posso solo donarti il mio punto di vista che – a sua volta – è inevitabilmente personale e legato alle mie esperienze.

      Forse per pura fortuna, ho sempre trovato una grande tolleranza ad attendermi ogni qualvolta sbagliavo (e sbaglio ancora) e questo popolo mi ha sempre perdonato tutto. E’ pur vero che chi mi ama sa che deve esser comprensivo (perché sono una gran pasticciona) e che io stessa, proprio perchè ne combino di tutti i colori, ho sempre la parola “scusa” a fior di labbra.
      D’altra parte, generalizzando il discorso in toto, credo che sia compito sociale adattarsi alle regole del paese in cui si vive (l’italiano in Giappone e il giapponese in Italia, ad esempio). Detto questo, però, visto che lo straniero è naturalmente portato all’errore è bene circondarsi di persone un pochino più pazienti e dolci, che comprendano con intelligenza le naturali difficoltà cui va incontro un individuo in terra straniera.

      Dato il tono pacato e acuto del tuo messaggio (il cui finale, oltretutto, è vera garanzia di apertura mentale), mi sento piuttosto sicura nel dirti che hai intelligenza e buon senso a sufficienza per affrontare alla grande questo viaggio.

      I fidanzati, però, cercali più gentili. 🙂

      In bocca al lupo per l’esperienza che ti attende,

      Laura

  31. Vale ha detto:

    Ti ringrazio per il tuo punto di vista, che condivido pienamente.

    E’ del tutto evidente, che nonostante si appartenga allo stesso paese, ogni individuo ha il proprio grado di apertura, tolleranza, disponibilità, etc. verso il prossimo.
    Sono sicura di aver fatto un errore di valutazione sulla persona in questione, che va al di là della nazionalità, perchè come dici tu, dovrebbe essere del tutto naturale avere un atteggiamento aperto e comprensivo se si decide di legarsi con una persona di un’altra cultura.

    Sicuramente questo mi porterà ad essere particolarmente attenta d’ora in poi, non solo nel comprendere la cultura di questo paese, ma come dici tu…nello scegliere accuratamente le persone di cui circondarmi.
    Grazie mille per i tuoi preziosi consigli.

    これからもぜひずっと頑張りますよ。
    確かに、この旅が始めは大変だけど、私が簡単に諦めないですよ。

    またありがとうね。

    こちらこそ頑張ってください。

    またね!

    ヴァレ

  32. Emanuela ha detto:

    Scrivi sempre cose verissime 🙂 concordo su tutto

  33. Silvia ha detto:

    Complimenti per questo bel blog; spazio capace di accogliere anche coloro che, come me, nutrono un’attrazione istintiva per questo Paese e che, attraverso i tuoi post e le incantevoli immagini, hanno la possibilità di avvicinarsi un passetto alla volta a questa cultura tanto estranea.

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