Dei tanti "doni" concessi ai giapponesi, uno: il sonno.

  Dei tanti doni concessi ai giapponesi – capelli solidi e spessi, una predisposizione culturale al rispetto reciproco, una invidiabile (!) conformazione fisica che rende i loro corpi sempre tendenzialmente snelli, – uno: la proverbiale capacita’ di chinare il capo, serrare le palpebre e, contemporaneamente, cadere in un sonnellino ristoratore di variabile durata.
 
  I treni, nell’immaginario comune degli stranieri, sono colmi di giapponesi dormienti che oscillano dolcemente insieme al movimento dei convogli. Pregiudizio? Falsita’? Tutt’altro. 
  I giapponesi dormono davvero ed e’, come amo definirlo, “il sonno dei giusti”. E’ la stanchezza dei pendolari, delle donne che lavorano fuori e dentro casa, degli universitari la cui vita e’ piu’ occupata dalle attivita’ extra-scolastiche che dalle lezioni. 
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  Ma e’ anche un’abitudine culturale che si pratica ovunque (caffe’, parchi, universita’, autobus, sale d’attesa etc) tanto quanto il yoroshiku onegaishimasu「よろしくお願いします」alla fine d’ogni incontro, l’inchino al suo inizio e gli “aizuchi” 「相槌」a ritmare le frasi di una conversazione.
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 Cio’ che mi ha sempre colpito e’ la fiducia che sottintende a questo atto. Le persone dormono lasciando la borsa sul portapacchi, a terra tra le gambe, accanto al proprio corpo. C’e’ chi dorme (letteralmente) in piedi e il portafogli spunta prepotente da una tasca. Cio’ che si poggia, resta la’.
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E penso all’onesta’. E a quanto il sonno sia una forma di abbandono e, pertanto, in luoghi pubblici e affollati, anche una forma di fiducia.
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Dormire per ricaricare le batterie fisiche e nervose e’ davvero un dono. Un dono che i giapponesi fanno ai giapponesi (e a chi vive in questa terra)
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“Dormi, dormi pure. Riposati. Nessuno ti rubera’ niente”


25 commenti su “Dei tanti "doni" concessi ai giapponesi, uno: il sonno.

  1. Brunhilde ha detto:

    Una mia amica ha raccontato d’aver visto, anni fa, gente dormire in metropolitana con un cartello in fronte. Sopra c’era scritto: “per favore svegliatemi alla fermata XY”. Carinissimo.

  2. Sofia ha detto:

    Putroppo qui in Italia non c’è questa fiducia e se mi capita di socchiudere gli occhi in treno, comunque sempre vigile, lo faccio tenendo ben stretta tra le braccia la mia borsa.
    Un altro aspetto della bellezza del Giappone da aggiungere alla lista…
    Ti seguo da un po’, complimenti =)

  3. Sara77 ha detto:

    E’ vero, mi è capitato di fare considerazioni analoghe mentre ho assaporato un pochino di vita giapponese! Ciondolano in tanti sul treno, sulla metro, in autobus! Sono proprio teneri!!!
    Un mondo diametralmente opposto a quello in cui vivo/pendolo tutti i giorni…qui a Roma non puoi MAI abbassare la guardia! MAI! 🙁 Portiamo pazienza!

  4. MG ha detto:

    magari se facessero una vita più tranquilla potrebbero dormire a letto?

    1. Mia moglie è giapponese ma vive a Roma ormai da un’anno.
      Fa una vita tranquilla, non ha orari stressanti e dorme almeno 8 ore a notte.
      Nonostante, l’abitudine di concedersi un pisolino anche di 5 o 10 minuti non gli è passato.
      Il non poterlo fare negli autobus e nella metro quando sta da sola, gli manca; purtroppo sa che in questo paese non può permetterselo a meno che non ci sia io sveglio li accanto!

  5. White Blossom✿ ha detto:

    Ciao Laura,
    mi sono chiesta diverse volte come stai adesso, dopo un po’ che la ‘tempesta’ è ormai alle spalle, ed anche come sta la Gigia. Vedendo che ‘postavi’ regolarmente, ne ero contenta. Qui fa veramente caldo, tanto da non riuscire a stare al computer. Qualche puntatina la faccio, munita di ventilatore (che porto con me dovunque mi sposti, in casa), ma non riesco a starci molto, perché il caldo mi aumenta l’ansia.
    Comunque… più leggo i tuoi post, più devo constatare, con piacere, che il Giappone è proprio il Paese per me (essendo per me il rispetto reciproco cosa indispensabile).
    P.S.: se non hai tempo, non rispondere, va bene così!
    Un bacione ;))
    Patri

  6. sai, quando leggo il tuo blog, penso a quanto sia bello sentire terre dove non siamo nati e cresciuti, come se fossero anche la nostra casa e cogliere da esse ciò che può contribuire a migliorarci. In questi giorni sto leggendo un libro di Eduardo Galeano, Memorias del Fuego, sulla storia dell’America Latina e mi chiedo quanto avremmo imparato se invece di distruggere le civiltà che incontrarono, gli europei le avessero invece avvicinate con gli occhi con cui tu guardi al Giappone e con gli occhi con cui quei popoli guardavano loro.

  7. studiaregiapponese ha detto:

    Non so se faccio cosa gradita, nel caso di un blog già così ben avviato, ma ti avrei assegnato il premio del sito GliAffidabili.it e ho pensato di commentare per dirtelo… link “da regolamento” compreso:
    http://studiaregiapponese.wordpress.com/2012/08/22/due-annunci-e-un-premio/
    Spero scuserai questo offtopic. Complimenti per il blog, un saluto e “continua così!” ^__^

  8. elle ha detto:

    Che bellezza sapere di poter dare fiducia! Adoro quest’aspetto dei giapponesi.
    E quanto e’ amaro rendersi conto di non poterne dare in certi contesti: dico solo che aver chiuso gli occhi con le cuffie nelle orecchie in treno a Roma mi e’ costato uno scippo della borsa con tutti i documenti ed il denaro mentre stavo andando in aeroporto.

  9. A me è capitato di vedere una ragazza carica di borse dormire all’inpiedi senza tenersi, al centro del treno metropolitano

  10. laubao ha detto:

    Ciao!! Adesso capisco perchè la ragazza giapponese che ho incontrato qua in Uk qualche giorno fa dormiva in macchina durante il ritorno!! Capisco, finalmente! E’ bello leggere il tuo blog,perchè mi aiuta ad “aprire la mente”, mai dare giudizi e dare niente per scontato!
    Grazie!
    Laubao

  11. perlinavichinga ha detto:

    l’ho notato subito quando ero là… ed ero sconvolta perché scendono (quasi sempre) alla fermata giusta. che invidia!

  12. studiaregiapponese ha detto:

    Ok, terzo e ultimo tentativo, poi smetto perché è chiaro che blogger/blogspot mi odia… Ho “conferito” al tuo blog il premio del sito Gliaffidabili.it dalle colonne del mio blog, studiaregiapponese.wordpress.com
    Ciao ^__^

  13. Silvia Pareschi ha detto:

    Hai mai pensato di raccogliere i tuoi post e scrivere una guida per amanti del Giappone? Sono così belli!

  14. Moky 76 ha detto:

    Quanto è vero …in Italia quando mi appisolo sul treno mi lego la borsa al braccio e spero di ritrovarla….in Giappone non c’era il minimo dubbio che la trovassi dove la lasciavo….
    E che dire della loro capacità di addormentarsi all’improvviso e svegliarsi esattamente un attimo prima della loro fermata?

  15. Paola ha detto:

    Credo che il potersi permettere di pisolare tranquillamente, fiduciosi dell’altrui rispetto, possa accadere solo in Giappone, o in pochissimi altri posti al mondo. Non è l’attenzione e la vigilanza sui mezzi pubblici sia un imperativo che richiedono solo Roma o Milano. Accede lo stesso un pò in tutto il resto del mondo,e non solo in Europa o in Occidente. Il Giappone, in un certo senso, è un universo un pò a parte, in cui la microcriminalità è quasi inesistente e i codici di comportamento vengono seguiti pressochè da tutti. Sono poche le eccezioni. Persino gli stranieri che vi risiedono, dopo un pò, trovano naturale adeguarsi e comportarsi seguendo le regole di vivere civile in cui sono immersi. Di contro, i giapponesi quando vanno in altri paesi appaiono sempre un pò spaesati, difficilmente viaggiano da soli e per loro è difficile adattarsi a realtà in cui non è la società a proteggerti, ma sei tu a doverti proteggere, a volte, dalla società, in cui le regole di comportamento vanno improvvisate. Persino io, quando torno da Giappone, ho una certa difficoltà a riadattarmi alla varietà giunglesca delle nostre città ^_^”

    1. Laura Imai Messina ha detto:

      Concordo. Per questo tendo a spiegare ai miei ragazzi all’universita’ che non e’ che l’Italia e’ pericolosa e che pertanto devono fare attenzione, ma che piuttosto il Giappone e’ un paese di una sicurezza inaudita. Di non pensare di trovare lo stesso andando all’estero perche’ ovunque andranno sara’ assai diverso. 🙂

  16. Artemis ha detto:

    Li ho visti anche io dormire in metropolitana e in treno! Ho passato un mese a Tokyo e mi chiedevo francamente come facessero. Poi, dopo molti giorni di vita frenetica, mi sono ritrovata a dormire anche io contro una sbarra di metallo, di quelle che separano i sedili dalle porte insomma. E mi sono resa conto che non è poi così difficile: i miei pisolini migliori li ho avuti in macchina, e sono capace di addormentarmi con la faccia fra le mani o con la testa poggiata sulla mia stessa spalla o sulle ginocchia. Credo che quando andrò a vivere a Tokyo in pianta stabile, superata la diffidenza con cui sono cresciuta, riuscirò anche io a rilassarmi in questo modo e a dormire. Il problema sarà svegliarmi alla fermata giusta!

    1. Laura Imai Messina ha detto:

      Ti stupirai anche della tua capacita’ di svegliarti alla fermata giusta. E’ un’abilita’ che accompagna il sonno sui mezzi nipponici, tranne ovviamente casi di bevute forti che davvero mettono il cervello fuori uso 🙂

  17. Stefania ha detto:

    La metro ha una sorta di effetto soporifero, in quanti ci dormono sopra, non solo seduti ma anche in piedi alle volte, per poi svegliarsi puntualmente alla fermata giusta. Spesso anche con le borse aperte: portafogli, iphone in bella vista.
    Per dormire in un posto così affollato c’è bisogno di sentirsi sicuri, io da italiana non ce la faccio ad addormentarmi in metro però è bello vedere la fiducia con cui loro si abbandonano al sonno 🙂

    1. Laura Imai Messina ha detto:

      Io piu’ che altro non mi fido di me stessa… svegliarsi alla fermata giusta e’ una abilita’ che non so se mai riuscirei ad acquisire. Sonnecchiare si’, dormire solo raramente. 🙂

      1. Davide ha detto:

        Io nei pochi giorni che sono stato a Tokyo e in Giappone riuscivo ad appisolarmi tranquillamente in metro e treni…
        Grazie anche ai silenzi e al non disturbare degli altri utenti. In Italia come in altre città europee nella metro c’è gente che urla, cellulari che suonano ogni momento e mp3 a tutto volume… Manca il rispetto per lo spazio in condivisione…

        Spero di tornarci presto!!

  18. Lost ha detto:

    Nel mio vagare per Tokyo di qualche anno fa, dopo pochi giorni cominciò a capitare anche a me, in metro, sulla yamanote, mi addormentavo dopo 30 secondi che mi ero seduto ed ad ogni fermata aprivo un attimo gli occhi per capire se fosse la mia…sono arrivato a credere che i suoni emessi dagli altoparlanti ad ogni fermata siano studiati per svegliare chi dorme…

  19. waxlrose06@hotmail.it ha detto:

    <3

  20. Alessandra ha detto:

    Questo post riguarda il sonno, ma ciò che invece mi ha colpito è la frase sui loro capelli naturalmente spessi e lucidi (che invidia!) perchè mi ha evocato un ricordo simpatico.
    Qualche tempo fa sono stata in giappone per tre mesi, e mentre si chiacchierava uno dei miei amici giapponesi mi ha toccato i capelli dicendo “hai i capelli molto sottili eh..” intendendo poi gli occidentali in generale. Io al momento mi sono un po’ irrigidita perchè temevo iniziassero a ridire della cosa (e solo chi li ha davvero sottili può comprendere tutta la fatica che una ragazza ci deve mettere per curarli e tenerli in ordine), invece ha iniziato a farmi i complimenti dicendo che li considerava molto eleganti poichè 繊細 e anche gli altri giapponesi hanno annuito, aggiungendo che i loro capelli sono troppo spessi e scuri, poco “raffinati” per i loro gusti. Strano vero?.. è proprio vero che la bellezza sta negli occhi di chi guarda.

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