I distributori automatici, la pausa.

Merita d’essere sola questa fotografia, staccata dalla serialità del viaggio già in parte (una piccolissima parte, va detto) narrato.

È perché la presenza dei distributori automatici di bevande, in Giappone, è effettivamente quello, una presenza.

Un segno di vita anche nella notte più nera, nella campagna più isolata, nel quartiere di una città semi-abbandonata che si tramuta in dimora di gatti e memoria.

 

自動販売機 #jidouhanbaiki sono i distributori automatici e insieme la pausa.

Una moneta, un pulsante, il rumore che rotola fino a terra, dove aprire la porta ed estrarne la bevanda, fresca o calda, a seconda.

La manutenzione è perfetta e a Tokyo mi è capitato spesso di intercettare gli addetti che, con carrelli, riforniscono le macchine, aprendo le scansie che paiono l’interno ordinato di un alveare.

Nessuno le vandalizza. Non le ho mai trovate danneggiate, mai, in 15 anni di vita.

Sì, meritano un discorso a parte. Sono uno dei simboli del Giappone contemporaneo.

Un attimo ed è tradizione.

 

°In fotografia Kushiro, Hokkaido.


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