grattacieli

I bimbi e la neve (二)

Ieri, passeggiando per Shinjuku di ritorno dall’osservatorio del Tokyo Metropolitan Government Building, mi sono ritrovata nella zona di Southern Terrace.

Basta oltrepassare il ponte che sovrasta l’imponente nodo ferroviario e ci si ritrova da Tokyu Hands e, continuando sulla destra, si arriva all’immensa libreria di Kinokuniya.

Capita spesso a Tokyo di vedere bimbi portati al pascolo dalle maestre, i cappellini coloratissimi con le visiere, le faccette eccitate, spesso trasportati in grossi carrelli rettangolari.

Ieri, a Shinjuku, avevano invece secchiello e paletta. Ed erano in cerca di neve.
Le maestre li guidavano, e loro riempivano i contenitori, tutti quanti con un pandino stampato sopra. ❤

Un giorno spero di poterci portare anche la mia nipotina Livia e farle vedere la neve che, ogni anno, “visita” Tokyo.


Di come, a Tokyo, ci si guadagna il tempo quotidiano

I grattacieli di Shinjuku al mattino. La luce che sale e illumina le facciate. Alle mie spalle. Lo vedete? Questo è il mio premio.

Dopo una sveglia assai sofferta alle sei della mattina. Una corsa al treno, scendere e risalire per trovare infine un posto a sedere.
Anche i giapponesi sono assai agguerriti la mattina. La cortesia e la “lentezza” se ne vanno a farsi benedire e bisogna sgusciare con rapidità tra i corpi cercando di prevedere i movimenti di quelli che sono davanti nella fila e che – fortunati – potranno “scegliere”. Ognuno cerca le briciole migliori e chi arriva tardi – di pochi secondi, s’intende – resta in piedi o inizia a vagare negli altri vagoni alla ricerca di un quadratino di spazio su cui addormentarsi.

Altri scendono per diventare primi della fila nel treno che arriverà successivamente. L’intervallo tra un convoglio e un altro non è che di pochi minuti. Ma un minuto, in questa città, significa una coincidenza con altri treni, altre stazioni, altre file.

E così, nello slalom della mattina che è soprattutto fare file, procedere speditamente per non rallentare i movimenti della massa, essere pronti a tirare il portafogli fuori dalla borsa per posarlo nell’istante esatto sul sensore delle uscite, trovo un paesaggio come questo un premio al mio impegno.

Arrivare un’ora e mezza prima dell’inizio del lavoro per fare colazione nella panetteria che dà su questo scorcio del quartiere di Shinjuku. Agglomerato di grattacieli, mentre il sole sale da est.
Mi giro, faccio uno scatto. Poi, con calma, riprendo a leggere e a fare – lentamente – colazione.

Così, a Tokyo, ci si guadagna il TEMPO quotidiano.


Tokyo e il Monte Fuji dall’alto dei grattacieli di Shinjuku

La Linea Chuo era piuttosto affollata stamattina. Appuntamento con Miwa direttamente a Shinjuku per studiare nello Starbucks scovato un paio di anni fa, mentre passeggiavo per la città dei grattacieli. Già dal treno ho visto il Monte Fuji. L’aria limpida, trasparente ed oggi se ne scorgeva non solo la cima innevata ma, chiaramente, anche le pendici.

Con intorno una piccola folla di persone singole e famiglie, ho scritto un veloce messaggio a Miwa per dirle di guardare fuori dai finestrini quando fosse salita anche lei sul treno. Ne valeva la pena. E quando ci siamo incontrate, più tardi, al caffè ha convenuto che così non lo avevamo mai visto. Umore già su, dopo giorni di acciacchi e notevole fatica, abbiamo trascorso le ore studiando.

Alle due appuntamento con Ryosuke all’uscita di Southern Terrace e insieme a mangiare l’お茶漬け (ochazuke) in un piccolo ristorantino sotto alla stazione di Shinjuku.
Prossima tappa una mostra ma il bel tempo ci ha conquistato e, facendo una passeggiata per la zona Ovest del quartiere, ci siamo avviati verso l’osservatorio del/dei Tokyo Metropolitan Government Buildings (sito ufficiale qui). Una brevissima fila per salire sul veloce ascensore che ci ha portati al 46esimo piano ed osservare la citta’ a 360°.

Da quando abito a Tokyo ho scoperto la passione per i luoghi elevati. Le torri, i grattacieli. Guardare la citta’ dall’alto, osservarla nel suo esser sconfinata, i confini a volte netti a volte sfumati tra le cose. Vedere i treni trasformarsi in giocattoli. Le macchine in “micromachines”.

Abbiamo atteso il tramonto. Con la macchinetta puntata sul Monte Fuji che, solo allora, ha ripreso a mostrare netti i suoi lineamenti. Rimaste incantate per un’ora buona a guardare Tokyo dall’alto.

L’ingresso ai due osservatori – ala Nord e ala Sud – e’ gratuito. Apre alle 9.30 la mattina e chiude, rispettivamente, alle 17.30 e alle 23. Al centro del piano vi è un caffè, un ristorante e un negozietto di oggettini e cibi tipici giapponesi. Giorni di chiusura 29~30 dicembre e 2~3 gennaio.
Qui la mappa dell’edificio, a quindici minuti a piedi circa dalla stazione di Shinjuku, uscita Ovest.

Ed ora, con questo spettacolo meraviglioso negli occhi, posso iniziare con la giusta energia un’altra settimana di studio e di lavoro. 頑張ります~❤

* La qualità delle foto non è eccelsa. La mia piccola macchinetta ce l’ha messa tutta.
m(_ _)m