tradizione. tempio

Il nostro Capodanno alla tokyota

A Tokyo è iniziato da tre ore il 2012.
Sono le 3 della notte e siamo tornati a casa da pochi minuti.
Stanotte i treni a Tokyo circolano ininterrottamente fino a domani sera e tante persone, quando noi abbiamo preso le bici per tornare a casa, erano ancora in strada.

In Giappone il Capodanno non si festeggia con i fuochi d’artificio. Il pericolo d’incendi è troppo alto e da sempre gli spettacoli pirotecnici sono appannaggio dell’estate e dei suoi splendidi 「花火大会」.
Il Capodanno ha piuttosto il sottofondo musicale delle campane dell’o-tera お寺 che iniziano a suonare dalla mezzanotte.

E per noi è scoccato il nuovo anno mentre eravamo in fila per la “prima visita al tempio” 初詣 che è tradizione giapponese per festeggiare l’avvento del primo giorno dell’anno. Decine, forse duecento persone – ragazzi soprattutto – che hanno atteso il loro turno per suonare la campana ed esprimere il desiderio per il 2012.

Due inchini. Due battiti di mano. Il desiderio sussurrato nella mente. Un altro inchino per finire.

E così è stato anche per noi. Desideri corposi. Importanti. Espressi a capo chino.

Ma l’ultimo giorno dell’anno ha anche il sapore di soba. Il toshikoshi-soba 年越し蕎麦 che saluta “con gusto” l’ultimo giorno del vecchio anno.

*Tantissima fortuna nel primo scatto. Il bonzo, vestito secondo il cerimoniale, che a lungo prega nel tempietto, davanti alle ricche offerte di frutta e verdura che si intravedono sul fondo.Le scarpe, nella luce soffusa della notte, lasciate sulla breve scalinata. Le lanterne al lato. Il secondo è il nostro pasto serale. Soba e tempura, come vuole la tradizione. Il terzo il tempio e le decine di persone in attesa per esprimere la propria preghiera.