14.46~14.47: il ricordo in un minuto

Oggi, ininterrottamente, la tv ha mandato in onda programmi dedicati al memoriale dell’11 marzo 2011. Un anniversario ancora troppo vicino per non far star male.

Prima e dopo. I passi fatti in avanti, il ricordo di quel giorno terribile.

Oggi alle 14.46 si è fermata la gente per le strade, nei cinema, nei teatri.
Si è fermato il baseball, il treno, la spesa nei supermercati.
Shinjuku si è fermata. Immobile. Nel piazzale davanti ad Alta.
Messaggi su alcuni social network intimavano al silenzio.
Shibuya ha continuato la sua vita. Affollata. Rumorosa come sempre.

Ma altrove silenzio. Occhi chiusi. Mani giunte.

Tutti intorno a me in questo paese hanno ricordi dolorosi di quei giorni. Personali e sociali. Una ferita profonda che richiede ancora tempo per rimarginarsi.

Il kanji dello scorso anno – annualmente scelto ed esposto a novembre – è stato 絆 (kizuna) che significa “legame”.

La stessa parola che ha illuminato la Torre di Tokyo ieri ed oggi.

Ryosuke ed io abbiamo aspettato quel minuto insieme.

Le 14.46 del pomeriggio, l’attimo in cui un anno fa è iniziato tutto.

Ci siamo abbracciati forte. E siamo rimasti così, in silenzio, a lungo.

Quel minuto è passato, poi un altro. E un altro ancora.

*Fotografia di @SANKEI SHINBUN e @http://matome.naver.jp


15 commenti su “14.46~14.47: il ricordo in un minuto

  1. CriCri ha detto:

    Mi unisco a questo silenzio.. sordo.. pieno di dolore e dispiaceri.. ed a questo abbraccio che è forza vita, speranza.. ed amore!
    CriCri

  2. Alessandra ha detto:

    Sto scoprendo il Giappone grazie a te…

  3. Angela Catrani ha detto:

    Ogni parola è retorica, cara Laura. Ti ho seguito tutto il giorno su FB e qui sul blog, ho guardato i video, ho letto le tue parole. Ti mando un abbraccio. Angela

  4. stregatta ha detto:

    Questo paese mi commuove sempre. Sono capaci di silenzi così pieni di significato, l’unico strumento in grado di rievocare un’emozione ed una commozione così grande.

  5. Valentina VK ha detto:

    grazie per aver cndiviso con noi questo momento cosi’ intimo

  6. Manu ha detto:

    Un pensiero anche da me.

  7. Kizzy ha detto:

    Bellissimo e toccante…

  8. Sabrina·Miso ha detto:

    Il tuo blog è molto bello e toccante, non sai quanto ti invidio per la tua vita in Giappone… vorrei chiederti delle cose ma non riesco a trovare la tua email?
    Potresti scrivermi a mikan.xoxo@yahoo.com ?

    Per caso sei su flickr? Le tue foto sono molto belle, è un peccato non condividerle!

  9. Giappone Mon Amour ha detto:

    Delicati anche i vostri commenti. Grazie!

    Sabrina, le mie foto sono assolutamente amatoriali. Non potrei mai confrontarmi con il mondo di Flickr. Sono ricordi piu’ che altro. Grazie pero’ della tua gentilezza. Domanda qualunque cosa pure qui, appena posso rispondo. A prestissimo! L.

  10. Sabrina·Miso ha detto:

    Avrei parecchie domande… più che altro sono curiosa di come sei finita in Giappone e di come svolgi la tua vita lì (te lo chiede una laureata in Lingue e civiltà orientali, proprio in lingua giappa, nonchè amante del Giappone dall’età di 13 anni).

    Inoltre, sul mio blog (www.sabrinamiso.com) sto intervistando italiani residenti all’estero e mi chiedevo se fossi interessata. Sarebbe bellissimo poter ospitare sulla mia pagina una ragazza che abita a Tokyo! ^_^

    Ti rinnovo la cortesia di scrivermi alla mail, ovviamente quando hai tempo e voglia!

  11. perlinavichinga ha detto:

    ho pensato tutto il giorno al giappone…

  12. DAIJIRO 85 ha detto:

    Un anno fa, l’11 marzo alle 14.46, la mia quotidianità è cambiata. E’ cambiata perché un evento terribile ha colpito il Paese che tanto amo, da Nord a Sud, da Est a Ovest, senza distinzioni (con la sola eccezione di Tokyo… lei è un po’come la fidanzata più raffinata che richiede maggiori coccole e attenzioni, mettiamola così).
    Come è cambiata??!! Chiederai tu. Lo è perché, fin dal momento in cui, dalle prime immagini, si capì che sarebbe stata un’ecatombe, con uno tsunami di quelle dimensioni, non vissi più una giornata – tipo tranquilla, ma sempre, ogni mezz’ora a fare zapping fra Sky Tg 24 ed i media nipponici per sapere se zone dove avevo (e, per fortuna, ho ancora) amici erano state colpite. Ti ho già scritto, cara Laura, che un amico di Kesennuma ha perso la casa, che ora con la famiglia sta stoicamente rimettendo in piedi.
    Poi è arrivato l’incubo nucleare che, sono sincero, mi ha fatto temere ancora di più per il futuro del Paese che entrambi amiamo così tanto. La divergenza di notizie, la non chiarezza del governo giapponese (che poi, a posteriori, andrebbe ringraziato, anche se solo nella figura del purtroppo ex premier Kan Naoto, che ha letteralmente salvato il Giappone)e, soprattutto, l’atteggiamento criminale della TEPCO (che per non dire addio ai reattori ha preferito andare incontro ad un disastro che non si è tramutato in rovina per il Paese intero per un niente…) mi hanno fatto temere il peggio.
    Per cui ti dico, ho passato 3 mesi buoni, fra notizie di continue scosse di assestamento ed incubo da Fukushima, di quasi alienazione, di paura continua che il futuro del Giappone potesse essere in qualche modo segnato.
    Poi, a metà maggio circa, le notizie hanno cominciato ad essere via via meno negative, ed anche i riscontri delle ambasciate straniere andavano in quella direzione.
    Non ti dico la gioia di tornare, in agosto: ancora più grande della volta precedente, perché mi sono sentito davvero vicino al popolo in mezzo al quale, probabilmente, passerò la maggior parte della mia vita adulta. Nell’anno del crollo del turismo da parte degli stranieri, i cenni e le parole di ringraziamento da parte delle persone del Kanto per essermi fidato, per essere tornato, mi hanno toccato il cuore.
    A chiusa di questo lungo (me ne scuso…^^) commento, esprimo il mio personale terrore per quello che, troppo spesso, oramai sento dire dagli stessi media giapponesi: l’attesa, con epicentro nella baia di Tokyo, del cosiddetto nuovo “Big One”, nuovo devastante terremoto che colpirebbe la capitale dopo quello del 1923 (il Kanto è molto sismico ed una volta per secolo circa è destinato ad esserne colpito).
    Vorrei tanto che la geologia risparmiasse un Paese che già, il suo scotto di vite e danni ai terremoti, l’ha pagato in abbondanza. Spero tanto non sia vero, ma sono sincero: ho una paura terribile, perché amo troppo questa città (ed il Paese intero, of course).
    Baci a te e a Ryosuke!!!

  13. Unknown ha detto:

    un caro saluto da Rosario, questo il mio piccolo contributo http://www.italiajapan.net/2013/02/volontariato-nel-tohoku/

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