Boltanski e i battiti del cuore

Boltanski mi ha insegnato che si possono collezionare non solo francobolli e monete ma #battiti del #cuore.

Che serve ricordare per poter dimenticare. Che la memoria è fatta di cose praticissime, di oggetti, di luce. Soprattutto di intenzione.

Esiste in Giappone, nell’Isola di #Teshima un Archivio del Cuore (Les Archives du coeur) che raccoglie la musica interna del sangue di migliaia di persone. Raccolti in svariati pezzi del mondo, Boltanski li ha voluti custodire qui, in questo paese che lo ha accolto sempre con grande attenzione.

E io devo a un mio amatissimo professore (Matsuura-sensei) la conoscenza di Christian #Boltanski, di cui mi capita così spesso di parlare, un artista dalle suggestioni immense che mi è entrato (letteralmente) nel cuore e che oggi muore.

Allora ripenso a quante diverse #collezioni abitino le vite. C’è chi colleziona libri, chi autografi, chi figurine, chi pupazzi o oggetti a forma di rane. E poi ecco: battiti del cuore.

Ognuno ne colleziona uno, il proprio, cui si aggiunge nel tempo il ritmo sincronizzato – ma quanto perfettamente? – di altri. E in uno di quegli slanci che mi fanno sentire più felice di essere al mondo, mi viene voglia di registrare il #battito cardiaco delle persone che per me sono più importanti, metterli insieme, stare a sentire che musica fanno. Sentire il ritmo affollato delle vite che ho attorno.

🎋 Qui il link in inglese agli Archivi del Cuore sull’Isola di Teshima https://benesse-artsite.jp/en/story/20210611-1665.html


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