Crescere nella magia

Minuscoli santuari alla fine di stradine invisibili, volpi di pietra dietro i parcheggi, leggende di fantasmi in tunnel cittadini, kanji che tappezzano palazzi, templi sulla cima di grattacieli.
La magia in cui crescono immersi i miei figli mi rassicura. Insegna loro che la realtà non è solo ciò che si vede.
Andando all’asilo con lui, scopro mille storie. Che sia il nome di insetti che si arrotolano su se stessi, segnali di pietra di un antico acquedotto, papaveri spontanei di cui raccolgo un solo esemplare per mostrargli il segno a stella che lascia premuto sulla pelle (e che mi aveva insegnato forse mio padre), ciliegi che spuntano da tronchi quasi avessero sbagliato indirizzo, mucchi di petali che guardiamo accumularsi lungo il fiume e che creano strane forme, il nome esatto delle grate a terra (caditoia, chiusino) che serve saltare altrimenti gli squali ci pappano in un boccone, la sua fissazione per il numero 59.
🪲
Ieri un altro incontro con le scuole per parlare di «Goro Goro» e ammetto di avere una voglia sempre più forte di tornare alla narrativa per ragazzi. Questa deriva fantastica mi chiama e il Giappone con le sue tradizioni che toccano quotidianamente la vita, è una fonte continua di meraviglia.
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