Uno scatto. Harajuku.

Uno scatto d’estate. La luce che intralcia lo sguardo.

Ombre lunghissime.

Un utsuwa per difendersi dal sole.
Nonostante gli occhiali da sole.

Lei che fruga nelle sue buste dello shopping. Capelli lunghi. Tinti. Gialli.

Lui con una maglietta di wrestling americano.

Una bellezza forse dozzinale. Nella sovrapposizione di forme e colori.

Ma Harajuku è anche, forse soprattutto, questo.


9 commenti su “Uno scatto. Harajuku.

  1. Mami ha detto:

    Che nostalgia… ;__;

  2. CriCri ha detto:

    Ciao Laura,
    scusa se non commento più come prima.. ma ti visito sempre.. perchè è bello fermarsi alle fermate intermedie della metro di Tokio insieme a te Ryosuke.. e stai certa che il tuo blog riesce a fare tutto questo!
    Un abbraccio
    CriCri

  3. Kai ha detto:

    Beh, d’estate le ombre sono le cose migliori che possano esistere quando si è all’aperto: ti evitano di cuocerti mentre passeggi, ti evitano di trasformare la propria auto in un forno, ecc… XD
    Scusa se mi permetto di dire ciò che ho pensato leggendo questo post, ma all’inizio ho pensato quasi come se sfottessi i due tizi! Magari è proprio così… Personalmente il mio naso si storce da solo quando in ballo c’è “l’ameriCANIzzazione” (o, più generalmente, “occidentalizzazione”) dei giovani Giapponesi. Purtroppo lo so che è un processo inevitabile, ma ciò nonostante continuo a non apprezzare ciò. Il popolo giapponese ha ancora la fortuna di avere le proprie tradizioni, il proprio modo di fare, di pensare, che per noi fan del Giappone è qualcosa di meraviglioso. Perché adattarsi ad uno stile molto diverso dal proprio popolo che, credo, sia alquanto deleterio per la società stessa?
    Cambiando discorso, grazie mille per quest’altra foto! In ogni foto che scatti in città, la prima cosa che controllo sono le strade. Beh, tu che hai avuto modo di stare a Roma, anche se in moltissime altre città e paesini la situazione non sia molto diversa, le strade sono alquanto sporche, al contrario delle strade in Giappone che sembrano, a giudicare dalle foto, sempre abbastanza pulite. Niente marciapiedi e strade pieni di chewingum nere (nelle metro a Roma ce ne sono a quantità industriale), niente sigarette, volantini, buste della spesa, giornali strappati, confezioni di merendine, tovaglioli, fazzoletti, ecc… che puntualmente ogni giorno, per chi come me che ci fa caso, ci si ritrova. E ogni volta che vedo di persona qualcuno che commette tali scempi all’ambiente, non posso far altro che rammaricarmi su quanto sia impotente sul modo di fare socialmente sbagliato delle altre persone. E’ vero che il Giappone non è pulito ovunque, ma sono dell’idea che vi sia un rispetto per l’ambiente di gran lunga maggiore da parte di ogni cittadino, rispetto a città come Roma. Ho avuto modo di vedere scempi ambientali in Giappone guardando il programma D no Arashi (e mi riferisco all’angolo “M no Arashi”), dove han fatto vedere posti dove la gente ci buttava spazzatura, e dove veniva ripulito da uno dei ragazzi del gruppo (Matsujun), in certi casi aiutato da qualche passante. Ok, ho scritto troppo, la chiudo qui. XD

  4. PolvereDiStelle ha detto:

    Non conoscevo il tuo blog ma ora che l’ho scoperto,mi iscrivo volentieri..e’ carinissimo e molto utile!Se vuoi dare un’occhiata al mio spazio,le porte sono aperte: qui!

  5. iulia lampone ha detto:

    Che meraviglia! Le tue fotografie sono sempre più belle! ^__^

  6. DAIJIRO 85 ha detto:

    sì,laura…harajuku è questo…colore,mode giovanili,un tocco di follia,con quella stazione che pare la casetta delle fate,sul fronte…e poi,scollinando di circa 200 metri,omotesando…che meraviglia…e,se si ha voglia di fare due passi,in 10 minuti a piedi si arriva a shibuya…:)

  7. Drusilla Galelli ha detto:

    Stupenda questa foto!

    1. Giappone Mon Amour ha detto:

      Tanto felice che ti piaccia 🙂

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